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Metodo Schroth: un approccio tridimensionale alla Scoliosi


    La scoliosi è un disturbo che colpisce molte persone, con diverse intensità: alcune persone ne soffrono in forma lieve, senza nemmeno accorgersene, mentre altre affrontano casi più gravi che richiedono visite specialistiche, esami diagnostici e trattamenti specifici.

    Le cause della scoliosi possono essere molteplici: genetiche, legate a patologie degenerative o neurologiche. Tuttavia, la maggior parte delle scoliosi è definita “idiopatica”, cioè senza una causa conosciuta.

    Oltre a provocare problemi estetici, la scoliosi può influire negativamente sull’equilibrio posturale e sulla capacità respiratoria, a causa della compressione della gabbia toracica, soprattutto sul lato concavo della curva scoliotica.


    Ma quali sono le soluzioni per chi soffre di scoliosi? È possibile guarire completamente?

    Quando la scoliosi è marcata e porta a deformità, derotazione vertebrale e alterazioni strutturali della colonna vertebrale, una risoluzione totale del problema non è possibile. Tuttavia, esistono approcci che permettono di migliorare significativamente la qualità della vita di chi ne è affetto.

    Oggi voglio parlarvi di uno di questi approcci: il Metodo Schroth, sviluppato nel 1921 in Germania , già allora era considerato uno dei migliori metodi non chirurgici per trattare la scoliosi. Questo metodo si distingue per il suo approccio tridimensionale, che mira a ridurre la curvatura della colonna vertebrale attraverso l’espansione della gabbia toracica, l’allungamento e la derotazione vertebrale.

    Gli esercizi previsti dal metodo Schroth sono personalizzati in base alle esigenze di ogni individuo. Consistono in una serie di posture mirate a sensibilizzare il paziente sulla propria curva scoliotica, aiutandolo a prendere coscienza delle compensazioni posturali che si sviluppano a causa della deformazione della schiena. In questo modo, il Metodo Schroth non solo aiuta a migliorare la postura, ma contribuisce anche a favorire una respirazione più efficace e a ridurre i disagi legati alla scoliosi.

    Un dato interessante

    Per individuare la gravità della scoliosi si calcola l’angolo di Cobb che indica a livello radiografico se si è di fronte a:

    • Scoliosi lieve (tra 10° e 20°)
    • Scoliosi moderata (tra 20° e 40°)
    • Scoliosi grave (oltre i 40°)



    In una metanalisi che include 14 studi comprendenti 538 pazienti è emerso che rispetto alla terapia fisica convenzionale l’allenamento 3D Schroth è più efficace nel ridurre l’angolo di Cobb, nel migliorare la rotazione del tronco, migliorare la qualità della vita e aumentare la forza degli estensori del tronco, nei soggetti affetti da scoliosi idiopatica adolescenziale.